PSICOANALISI

La via del pensiero oltre la croce natura/cultura

Il “Transfert” o “Proiezione”

Pubblicato da Laboratorio Ricerche Evolutive su 23 giugno 2008

Il transfert (o traslazione) è un meccanismo per il quale ogni individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri relativi a una relazione significante su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. Il processo è largamente inconscio, il soggetto non comprende completamente da dove originino tali emozioni, sentmenti e pensieri. Il transfert è fortemente conneso e ricalca le relazioni oggettuali della nostra infanzia.

Il transfert nella relazione psicoanalitica

Il transfert è presente in ogni tipo di relazione interpersonale, ma cornice di un trattamento analiticao è la sede elitaria per il dispiegarsi del suddetto. In psicoanalisi, benché ogni scuola o orientamento della medesima abbia un suo punto di vista più o meno simile nella teoria e nella conseguenze pratiche della gestione del transfert, si può dire in generale che tale meccanismo naturale viene utilizzato, o comunque dovrebbe essere utilizzato, da colui che è posto nella relazione nel ruolo dell’analista, a fini terapeutici ovvero per portare avanti e infine a compimento il processo psicoanalitico.

Il transfert è praticamente una normale proiezione che può essere positiva (transfert positivo), con connotazioni di stima, affetto, amore per il partner della relazione, oppure avere una valenza negativa (transfert negativo) quando le emozioni che vengono messe in gioco dal transfert sono per lo più di competitività, invidia, gelosia, aggressività.

Nell’ambito del colloquio clinico, nella relazione tra analizzato e analista per lo più nel linguaggio che descrive questo tipo di relazione, viene comunemente usato il termine di transfert al posto di quello di proiezione.

La relazione tra analista e analizzato è infatti paragonabile a una qualsiasi storia d’amore, dove forze di attrazione e anche forze di repulsione hanno modo di dispiegarsi. Sta alla capacità dell’analista e alla buona volontà dell’analizzato saperle gestire nel migliore dei modi.

In questo gioco di forze emotive affettive anche l’analista è pienamente coinvolto, si parla infatti nel gergo proprio di questa nuova disciplina, di controtransfert per intendere la reazione immediata emotiva e affettiva al trasfert del paziente da parte di chi dovrebbe sostenere la funzione analitica ed è qui che l’analista che sa il suo mestiere può mettere in atto le sue capacità che consistono fondamentalmente nel riuscire a prendere distanza dal suo stesso immediato sentire il transfert del paziente.

Questa capacità non è richiesta al paziente proprio per il suo essere nel ruolo di paziente, ma la sua emancipazione da questo ruolo avviene proprio nella misura in cui anch’egli apprende dall’esempio e quindi dalla conoscenza dell’analista a prendere distanza da questo suo immediato sentire che produce il transfert.

L’azione dell’analista in questo modo oltre a testimoniare la potenza del metodo analitico e della funzione analitica conduce a dissoluzione la dipendenza del paziente dall’analista come figura autoritaria sia pure solo conoscitiva che era stata indotta da un transfert non risolto o non del tutto risolto nella vita quotidiana dove come si sa la dipendenza per lo più viene valutata modalità normale del relazionarsi umano in quanto appunto fa norma.

Il fenomeno del transfert e la “scienza” alchemica

Il dottor Carl Gustav Jung psichiatra e pioniere della psicoanalisi ha trovato come quanto l’alchimia ha descritto del processo di trasformazione dei metalli costituisca inconsciamente anche una lucida e preveggente illustrazione di quanto accade realmente nella pratica del trattamento del trasfert ad opera dello psicoanalista rivolto anch’egli ad un’opera di trasformazione sia pura di natura esclusivamente psichica e non metallurgica.
Il dottor Jung diede alle stampe nel 1946 “Psicologia del transfert” che contiene le sue riflessioni su questo parallelismo incontrovertibile esaminando e commentando minuziosamente con questo criterio, quadro per quadro, le illustrazioni del “Rosarium Philosophorum” antichissima opera alchemica.

Bibliografia

Per un approfondimento ulteriore del concetto di “transfert” in psicoanalisi vedi anche le voci:

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